Due ruote e un bicchiere: pedalare il Collio senza fretta e senza sensi di colpa
C'è un'equazione che sempre più italiani hanno imparato a risolvere: come conciliare la voglia di degustare un Ribolla Gialla con la pena del biciclettista che deve ancora pedalare fino a casa? La risposta, nel Collio, si chiama cicloturismo slow, ed è diventata negli ultimi anni una delle modalità preferite per vivere il territorio. Si pedala al mattino, si beve al pranzo, si dorme in agriturismo. E si ricomincia il giorno dopo, senza sensi di colpa né patatut.
Il territorio fatto apposta (quasi)
Il Collio non è pianura, va detto: tra San Floriano, Oslavia e Cormons le strade salgono e scendono tra i vigneti con una regolarità che fa bene alle gambe senza ammazzare nessuno. Le strade bianche — quelle sterrate che costeggiano i pendii di ponca — sono il vero gioiello: asfalto zero, traffico zero, e panorami che sembrano usciti da una locandina friulana.
Il consiglio numero uno: non programmate troppo. Le distanze sono corte, quindi meglio tante tappe brevi che un chilometraggio eroico. Un itinerario di tre giorni ben pensato può toccare Cormons, il borgo di Brazzano, le colline di Dolegna e rientrare verso Gorizia senza mai ripetere la stessa strada.
Le tappe: agriturismo, cantina, osteria, ripetere
Il segreto del cicloturista intelligente è la tappa strategica. La giornata tipo funziona così:
- Mattina: pedalata leggera, magari con una salita per aprire le gambe e la vista sui vigneti.
- Pranzo: agriturismo o osteria di paese, piatti semplici — frico, salumi, cjarsons — e un calice di bianco locale. Il vino a pranzo, con la bicicletta parcheggiata, è un altro affare.
- Pomeriggio: visita in cantina con degustazione, o eventualmente un pisolino strategico in agriturismo. Nessuno giudica.
- Sera: cena tranquilla, magari con la cena informale tra ospiti che gli agriturismi fanno così bene.
Bike hotel di campagna
Gli agriturismi del Collio si sono mossi, e non poco. Oggi troverete spesso: deposito bici chiuso e attrezzato, mini-officina con pompa e camera d'aria di scorta, mappe dei percorsi consegnate all'arrivo con annotazioni fatte a mano («qui attenzione al fondo», «da qui la vista vale la salita»), e colazioni pensate per chi pedala. Alcuni propongono pacchetti bike con transfer in caso di maltempo o di bicchiere abbondante — un servizio che, fidatevi, prima o poi vi farà comodo.
Consigli pratici da chi ci è andato
La bici da fare è una gravel o una mtb: le strade bianche sono percorribili ma non tutte sono lisce. Portate borraccia grandi, perché nelle giornate estive le salite al sole non perdonano. Prenotate le degustazioni: le cantine del Collio sono piccole e il cicloturista improvvisato rischia di trovare «questa settimana siamo pieni». E infine, la regola d'oro: una degustazione per tappa. La seconda aspetta il pranzo del giorno dopo. La vostra gamba — e il vostro fegato — vi ringrazieranno.