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Il(RI)tauro e la lite di famiglia: la costellazione invernale che gli agriturismi del Collio regalano solo d'inverno

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Il(RI)tauro e la lite di famiglia: la costellazione invernale che gli agriturismi del Collio regalano solo d'inverno

Photo: Randy Caparoso, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C'è una battuta che circola tra i contadini del Collio, e ce la raccontano proprio quando fuori piove ponca sciolta: «D'estate si lavora per gli ospiti, d'inverno si lavora per la terra». E poi c'è quella costellazione, l'Orione, che d'inverno domina il cielo sopra i filari spogli. Qualcuno la chiama scherzosamente "il(RI)tauro": mezza costellazione, mezza lite di famiglia, perché in inverno in agriturismo si discute davvero — sulle potature, sui tagli da fare, su chi ha ragione e chi torto. E proprio in quelle discussioni, davanti al fuoco, si scopre il Collio più vero.

La stagione in cui l'agriturismo torna casa

Da novembre a febbraio molti agriturismi del Collio riducono le camere aperte, alcune chiudono del tutto, altre — le più sagge — continuano ad accogliere solo pochi ospiti, spesso in un'unica grande tavola. Il risultato? Un'ospitalità diversa, più lenta, più domestica. Niente gruppi, niente fretta del check-in: si arriva, ci si tolgono il cappotto, e ci si ritrova coinvolti nella vita che continua comunque.

Perché la vita agricola, lo ripetiamo, non si ferma mai. Anzi: l'inverno è il momento in cui si decide il raccolto futuro.

La potatura: l'arte di tagliare per far crescere

Se passate un weekend invernale nel Collio, prima o poi sentirete il raschiettio delle cesoie tra i filari. La potatura secca è il lavoro più importante e più discusso dell'anno: quanti tralci lasciare, quali branche conservare, dove tagliare. Ogni vignaiolo ha la sua teoria, e ogni teoria è una piccola guerra domestica — la "lite di famiglia" del titolo non è una metafora.

Molti agriturismi propongono ai clienti che alloggiano in inverno di uscire in vigna con le forbici in mano, magari solo per un'ora. Non diventerete potatori, ma capirete perché il vostro bicchiere diRibolla costa quello che costa: ogni pianta è stata decisa a mano, al freddo, un tralcio alla volta.

In cucina si trasforma (e si scalda)

L'inverno è anche la stagione delle trasformazioni. Nelle cucine degli agriturismi del Collio si schiacciano le olive rimaste, si girano le castagne sul fuoco, si preparano incottiture che riempiono la casa di vapore: salame cuoco con le rape, brodo di cappone, polenta cotta nel paiolo per ore. E poi i vini appena sfondati, quelli della vendemmia di pochi mesi prima, assaggiati dal barile in una degustazione che non era in nessun programma.

È il momento in cui l'ospite smette di essere ospite e diventa complice. Vi chiedono opinione sulla confettura nuova. Vi fanno assaggiare il primo stracchino fatto con il latte della mattina. Vi raccontano del nonno che potava «così, e non dite che non va bene».

Il fuoco come programma della serata

D'estate la sera si passa all'aperto, tra i filari e le stelle. D'inverno il centro della casa si sposta sul camino o sulla stufa a legna. E qui succede la magia: senza la distrazione del tramonto fotografabile, la conversazione si allunga. Si parla di vino, di suoli, di come sarà il 2026. Qualcuno porta fuori una grappa di prugne fatte in casa. Le ore scivolano.

Per chi cerca il silenzio del Collio di cui abbiamo spesso parlato, sappiatelo: d'inverno quel silenzio ha un'altra qualità. È il silenzio della terra che riposa, interrotto solo dal crepitio del legno e dalla nebbia che sale dalla vallata dell'Isonzo.

Perché venire adesso

Tre ragioni concrete per prenotare il Collio nei mesi freddi:

La costellazione vi ringrazia

Torniamo a Orione e alla nostra battuta di famiglia. Quando la sera uscite dal agriturismo e alzate gli occhi, quel cinturione di stelle sopra i filari spogli vi sembrerà quasi un invito: la terra lavora anche per voi, anche adesso, anche al freddo.

L'inverno nel Collio non è la controstagione. È la stagione in cui tutto comincia.

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